Aldeia di Sete (Villaggio di Sete)

  

Ore 8… si parte per Sete… Padre Agostino è di bianco vestito come sempre… fa morire dal ridere già di prima mattina… ha sempre la battuta pronta… a 71 anni uno spirito e una energia del genere sono qualcosa di sensazionale… è un miracolo della natura quest’uomo…
Carica sul furgoncino diversi attrezzi e sacchi… poi saliamo noi..dopo appena 100 metri iniziano a saltar su le prime persone… poi altre… poi altre ancora… la strada è dissestata, stracolma di burracos (buche, bè in realtà più burroni che buche) e il nostro supermezzo sobbalza costringendoci ad ancorarci su qualsiasi appiglio per riuscire a rimanere a bordo… la gente continua a salire… i bimbi si infilano in ogni buco disponibile e non…le loro teste sono tra le nostre gambe… tra le nostre braccia… appoggiate ai nostri fianchi… e quelle dei bebè accanto ai nostri piedi… ormai non è più un semplice camioncino ma una leggenda..una cinquantina di persone ammassate gioiose, festanti e cantanti sono con noi mentre padre Agostino mette la terza anche su strade improponibili… non vuole perdere nemmeno un secondo prezioso per stare insieme… dunque sfreccia come un pilota alla guida di un’auto sportiva tranciando ogni ramo che si trova sul suo cammino… i bimbi appoggiati alla parte più esterna del veicolo sono i più esposti all’urto con gli arbusti ma più sentono il dolore più cantano forte… senza questo mezzo dei Salesiani non potrebbero riunirsi con la gente di altri villaggi una volta a settimana… scendiamo e il Padre rifà il viaggio per caricare altre persone da portare nel luogo dell’incontro…
La gente ci accoglie sempre in una maniera fantastica qui… sorrisoni astronomici e strette di mano eloquenti… nell’attesa di padre Agostino cantiamo cantiamo cantiamo e danziamo…
Inizia la messa… qui la messa è completamente diversa dalla nostra… è una festa fatta di canti spumeggianti, danze al ritmo incalzante del battuque (bongo) e del recu recu o più semplicemente al ritmo di una tanica di latta battuta da un rapaz (ragazzo)… contribuiscono a determinare il ritmo anche le innumerevoli mani presenti….
È arrivato anche il nostro momento… una catechista stracontenta ci prende per mano e ci insegna i passi di un ballo… non appena ci muoviamo tutti ridono… poi riusciamo ad imparare e ci applaudono mentre Padre Agostino emozionato tenta invano di riprenderci con la videocamera…
Dopo la cerimonia ci aspettano i bimbi a cui insegniamo a giocare a “ruba bandiera”e diamo come premi alla squadra vincente dei peluches e pupazzetti che avevamo portato dall’Italia… in un primo momento i bimbi guardavano questi oggetti con sospetto… poi non si sono più staccati da questi…
Arrivata l’ora di pranzo la gente dei villaggi riuniti mangia a terra… a noi hanno riservato un posto da principi all’interno di una capanna anche detta “Grande Hotel” da quel simpaticone di padre Agostino… mangiamo fuji, (una specie di polenta fatta con la farina di mandioca) cacusso (un tipo di pesce), feijões con olio di palma (fagioli), beviamo marufo (bibita alcolica fatta con succo di palma)… non appena puliamo il piatto Mamà Maria ce lo riempie… ci stappa anche la bottiglietta di coca-cola con la forchetta perché non siamo capaci ed è contenta di esserci d’aiuto…
È ora di ripartire… il Padre riporta la prima gente nelle proprie case e noi intanto facciamo ai bambini e agli adulti le foto che tanto amano…
Tutti continuano a chiederci per quanto tempo rimaniamo… alla risposta “ripartiamo il 6 settembre” il commento è “di già??????????’ troppo poco tempooo dovete rimanere mesi… anni… toda a vidaaaa
…il tempo è proprio volato ma so solo che nel nostro piccolo abbiamo lasciato tanto… per alcuni potrebbe essere qualcosa di ineffabile… ma qui vi possiamo assicurare che è tanto reale e concreto da non crederci… si vede nei volti della gente…
Una signora di un villaggio in cui eravamo stati vedendoci per strada a Dondo ci ha fermato dicendoci “você tem um grande coração (voi avete un cuore grande)” … noi, che a volte ci sentiamo inutili… noi, che viviamo intensamente ogni attimo con la speranza di trasmettere il massimo alle persone che ci circondano… noi, che non ci tiriamo maii indietro… noi, che vogliamo solo poter rallegrare la giornata a qualcuno e a volte ciò ci sembra poca cosa… noi, che alle parole della signora ci siamo sciolti come panetti di burro sotto il sole…
La gente ci adora eppure non abbiamo fatto cose grandi… abbiamo solo donato completamente noi stessi e tutte le nostre energie e risorse… Torneremo… ma se non fosse così loro rimarranno per sempre nei nostri cuori… e noi nei loro…
Giulia Giulietti