As crianças estão esperando por nos…… (I bambini ci stanno aspettando …)
Pedro, Chiesi, Geronimo (Giò Giò), i prenovizi, ci chiedono di accompagnarli a quello che loro chiamano oratorio… un momento di estrema spensieratezza e felicità per i bambini di diversi quartieri di Dondo, tutti estremamente poveri…
Appena lasciata la missione dei Salesiani ci rendiamo conto che la miseria pura regna sovrana… nessun lamento però si leva… qui si prende il buono da ogni cosa…
Mi resterà per sempre impressa nella mente la canzone cantata da Giò Giò che faceva così: Eu nao tenho nada oh senhor, mas eu te dou minhas mãos para abraçar, …nao tenho nada (non ho niente oh Signore, ma ti do le mie mani per abbracciare… non ho niente), questo non mi impedisce di donarmi agli altri… è proprio così… qui la gente si saluta in continuazione indipendentemente dal fatto che ti conosca o meno… ti saluta perchè sei suo irmao (fratello)… sei un essere umano… bianco o nero poco importa.
Non potevo mai immaginare di vedere esplicato così bene il proverbio “tutto il mondo è paese” mi sembra di conoscere le persone da una vita… i bimbi per strada ci chiamano da lontano e ci corrono incontro per salire sulle nostre spalle… ormai li stiamo abituando così. In tre millesimi di secondo passano dallo scrutarti con aria interrogativa all’adorarti alla follia e a ridere di gusto per ogni faccia buffa che fai.
…potrei parlare delle piaghe fisiche di ogni bimbo e ne ho viste tante… potrei parlare dei liquami e dei rifiuti e di ogni altro tipo di oggetti taglienti tra i quali vivono… potrei parlarvi degli stracci che indossano… potrei parlarvi delle bimbe di 5 anni che si caricano i fratellini piccoli sulla schiena che diventano parte integrante del loro corpo… potrei parlarvi dei pesi che tutto il giorno portano in testa.
Invece vi parlo delle loro treccine fantastiche… delle postissos, ossia le extension… dei loro sorrisi fantastici e delle risate di gusto… dei loro occhi vivi e limpidi che in Italia si vedono nella minoranza della gente… occhi in cui ti rispecchi… occhi che sono il mezzo di comunicazione più efficace… vi parlo dei miliardi di bacetti ricevuti dalla crianças… (bambini…) vi parlo del gioco che a loro piace da morire che prevede l’utilizzo di un calzino riempito di terra a mò d palla e i tappi… vi parlo della favola di chapeau Rosso, (cappuccetto Rosso) rivisitata da noi per renderla più attinente all’ambiente, sostituendo il lupo con l’antilope e introducendo la nonna che si nasconde per mangiare fruta de pinha (frutto tipico del luogo), la quale storia ha scatenato la nascita del tormentone chapeau Rosso cantato sulla via del ritorno e accompagnato da balletti e risate…
Quando era giunta l’ora di salutarsi i piccolini non volevano più lasciarci nonostante la promessa di tornare.
Pensavo che venendo qui sarei rimasta tramortita dalla visione della loro condizione… invece lo sconvolgimento c’è stato ma la rassegnazione e la disperazione no, perchè in questa situazione più si pensa e peggio è… La cosa migliore è concentrare tutte le energie nel cercare ogni giorno nuovi metodi per far svagare i bimbi e i grandi… perchè la vita è fatta di attimi ed è data dalla somma di molti momenti felici… sentire gridare dalla crianças con gioia: voce aprendeuuuuuuuu!!!!! (hai capitooooooo!!!!!) quando riusciamo a fare un gioco da loro insegnato in portoghese (che ora iniziamo a parlare un po’ grazie alle conversazioni con i prenovizi) senti, a posto del normale battito del cuore, un rullo di tamburi e le endorfine che si liberano in quantità industriale.
Amo questo posto… amo da morire il modo della gente di dare il benvenuto: Nós estivemos esperando por você aqui… (vi stavamo aspettando…) amo la loro capacità di resistere… amo la loro bontà… felicità
Questa è la mia Africa… tornare in Italia sarà dura…
Giulia Giulietti



