Luena, capitale del Moxico
Luena, capitale del Moxico 18 Marzo 2009
Da circa due ore siamo fermi all’aeroporto di Luanda, aspettiamo un piccolo aereo privato, trenta posti, che ci porterà a Luena, non si è mai certi che l’aereo arrivi, nè tanto meno che riparta, ma speranzosi attendiamo seduti che qualcuno gridi il nome della nostra compagnia aerea.
Finalmente il nostro turno, l’aereo è davvero piccolo, per entrarci bisogna chinare il capo, in russo sono riportate tutte le scritte sui portelloni e russi credo siano i due piloti bianchi un pò grassocci e con un viso inespressivo.
Inaspettatamente, nonostante le pessime condizioni del veivolo, il viaggio non da preoccupazioni e ci porta a destinazione nel tempo previsto.
Luena è tutta altra cosa, totalmente differente dalla capitale angolana, conserva il sapore della sua storia colniale, poche casa a testimonianza del suo passato, poi baracche di terra, di lamiere, di fango, di paglia.
Ho un pò di nostalgia della gente lasciate a Luanda, sono fatta così, quando sono in stato di vulnerabilità tendo a legarmi alle persone che mi prestano aiuto e ad assegnarle un posto nei miei pensieri, nei miei ricordi, per sempre.
L’accoglienza non è delle migliori, abbiamo un duro incarico io e il mio collega Daniele, prima di riuscire ad impiantare una casa di raccolta e lavorazione del miele in un vilaggio qui nel Moxico, dobbiamo sconfiggere il ricordo dell’equipe che ci ha preceduto, fallendo nel progetto e nelle relazioni al suo interno e con le persone del posto.
Sarà difficile, abbiamo sei mesi di tempo perchè un sogno si trasformi in una speranza, altrimenti dovremo lasciare il progetto.
Cangumbe sarà il nostro luogo di lavoro, lì una casa di una vecchia missione aspetta di essere risistemata alla meno peggio per poi accogliere le nostre vite quotidiane , nel fattempo rimarremo qui a Luena ospiti di altri cooperanti, ognuno come noi entusiasmato dalla possibilità di aiutare questa Nazione a lasciarsi alle spalle le sofferenze di trenta anni di conflitti armati.
Un vecchio deposito al lato della casa è stato ripulito per ospitare i miei sonni, un ragno mi osserva distesa nel mio letto, la luce di una candela mi aiuta a fare la stessa cosa nei suoi riguardi. Chissà a cosa pensa, forse anche lui mi trova alqanto strana e forse pensa “Che sarà mai quel ragno oversize con solo quattro zampe? Perchè è nella mia casa? Cosa gli sarà successo?”
Viaggiando sulle onde della fantasia mi addormento, ma non spengo la fiamma della mia candela, lascio che per questa prima notte mi faccia compagnia, del resto il facino di mamma Africa spaventa, e anche di più.
Valeria Pennella




