I Dondi

Domenica 17 Agosto a Dondo si festeggia Don Bosco. Il fermento comincia già giorni prima con i preparativi per addobbare il cortile dove si terrà la messa. È tutto un ritagliare festoni e fiori di carta e sacchetti di plastica colorati a striscioline; le risorse sono poche: carta, forbici e fantasia. La Domenica mattina si sentono le voci in cortile prima del solito. Tutti fanno qualcosa: sul palco si prepara l’altare con le tovaglie ricamate ed il fonte battesimale per le persone che riceveranno il sacramento, si dispongono le panche, troppo poche per la gente che verrà. I bambini arrivano in gruppi a sedersi per terra sulle stuoie, tutti vestiti a festa, tutti puliti, non sembrano gli stessi bambini scalzi e stracciati con i quali abbiamo giocato la sera prima. La messa è un’esplosione di colori, una carrellata di canti festosi sul ritmo di tamburi e di mani che battono incessanti, espressione di una religiosità festosa e dell’indole allegra di questa gente. La tambula, l’offertorio, è una lunga e danzante processione di doni, dalla mandioca alle lattine di bibite, alla frutta, alla pasta, al riso portati dalle donne e alle canne da zucchero portate dai bambini e dagli uomini come antiche lance per
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