inesorabilmente il tempo passa

 

Inesorabilmente il tempo passa..lascia il segno su di noi e su tutte le cose, spesso sono segni visibili come i capelli bianchi, le rughe o quel buco sulla cintura che non vuole chiudersi ma ci sono altri che portiamo dentro e sono invisibili ma spesso sono i più profondi e incancellabili.

Oggi sono andato nella “mata”con il vecchio Samba, Benjamin ed Albano,lo scopo era quello di posizionare un poche di arnie prima della mia partenza, ecco il vero motivo di questo mio racconto!!!

Da signore della foresta quale è,quando ho fermato la macchina,Samba è sparito, un attimo prima è li con te, poi ti giri e non c’è più, è ritornato dopo pochi minuti portando con se funghi e frutta selvatica, intanto che discutevamo come e dove posizionare le arnie, abbiamo mangiato la frutta e, con forza, mi ha colpito il fatto che sto partendo ed era l’ultima volta che entravo nella foresta con queste persone che mi hanno accompagnato in questa mia avventura angolana che dura oramai da 1 undici mesi.

La partenza dall’Italia è  stata un’incognita. Si doveva, in pochi mesi, concludere un’opera che per innumerevoli problemi, stentava a partire. Arrivare dalla evoluta Italia in una zona sconosciuta dell’Angola, mi metteva in ansia, la responsabilità era grande e tante cose c’erano da fare in poco tempo, però queste tre persone che oggi mi hanno accompagnato nella foresta sono state,assieme ad altri angolani, il punto focale della riuscita del progetto.

Lascio in Angola tante cose, qualche chilogrammo di peso, un dente che si è rotto,gli occhiali che con la sabbia sono rovinati, vestiti che sarebbero solo un peso in più da portare in valigia ma anche un grosso pezzo del mio cuore ed oggi l’incognita più grande è  proprio il ritorno.

Per venire qui ho lasciato: un lavoro, la famiglia, gli amici, una casa, la vita nevrotica moderna. Ho trovato un’altra casa, tanti amici, una vita semplice ma serena, i ritmi della vita nel villaggio che sono regolati dal sole e non dall’orologio e ritorno in questa mia patria che sembra carica di problemi ben superiori a quelli che ogni giorno affronto qui, nel Moxico.

Da un paio di giorni, quando mi collego ad internet, cerco notizie italiane per mettermi al corrente delle cose che succedono, le cose che vedo mi fanno pensare ed ho quasi più paura ora a tornare che il giorno nel quale sono venuto, eppure torno a casa!!!!

Ho imparato una nuova lingua, usi e costumi locali, il fatto di alzarmi senza problemi alle 5,30 del mattino per iniziare a lavorare, ho avuto la soddisfazione di fare questa esperienza che cercavo da tanto tempo e……tutto questo mi ha sicuramente cambiato, sto vedendo la vita da un lato diverso.

Qui l’importante è essere non apparire, puoi andare in giro con i calzoni a brandelli ma devi lavorare per avere il rispetto delle persone, io “o chefe” il capo, sono oramai considerato “da tropa” cioe’ militare perchè non mi fermo e do, dal buon insegnamento di Italo Pierobon, la spinta a fare le cose.

Dovrei scrivere un romanzo per ricordare tutte le cose che ho visto ed assorbito in questi mesi,forse è  meglio dire che ci sono e resteranno tanti segni indelebili nel mio cuore e nella mia mente in questa mia esperienza in Angola.

Sicuramente devo ringraziare Lumbelumbe per avermi dato questa possibiltà e non posso dire altro che…….

Moio weno Angola …….. arrivederci Angola

Claudio Tommasini