Centro de Saùde du Dondo (Centro di Salute di Dondo)
Giovedì 25 Agosto 2011E’ difficile scegliere che cosa raccontare della nostra esperienza qui in Angola…
Sono tanti gli incontri, le persone, i colori, gli odori… vorremmo potervi trasmettere tutti i nostri pensieri e le nostre sensazioni, vorremmo che poteste vedere attraverso i nostri occhi e sentire attraverso il nostro corpo l’Africa.. questa Africa… perché le parole a volte non riescono a descrivere… tutto.
Appena arrivati qui a Dondo, presso la casa dei Salesiani di Padre Victor, siamo andati a visitare il Centro di Salute delle Suore di Santa Maria Ausiliadora, portando i nostri medicinali, scampati ….. ai controlli della polizia aereoportuale.. in una piccola casa rossa …in mezzo alla polvere, al fango e alle case che in realtà sono baracche. Il centro è diretto da Suor Alfonso Maria che ci ha accolto con un sorriso, mai visto nella mia vita, grande e caldo come il sole, con una allegria contagiosa… ci ha abbracciato e baciato come se fossimo i suoi amici di vecchia data… eh si qui in Angola tutti ma proprio tutti ti trattano come se ti conoscessero da sempre… non esiste diffidenza non esiste differenza. Appena entrati, cento occhi ci hanno guardato e sorriso, donne e bambini per la quasi totalità. Nonostante l’evidente sofferenza fisica, il pianto dei più piccoli, il dolore… c’èra una compostezza e una dignità particolare in quelle persone, deboli e forti allo stesso tempo. Non ho avuto il coraggio di tirare fuori la mia macchina fotografica da europea, ho avuto timore di violare forse il loro unico bene …la propria persona…
Il Martedì, mi dice la sorella più giovane, Suor Agostina, c’è tanta gente perché il Lunedì il centro è chiuso. Volto lo sguardo e alla mia destra, nel cortile, quella che mi era sembrata una moltitudine, mi è apparsa all’improvviso poca cosa, una marea di corpi seduti sulle panche e per terra aspetta paziente il proprio turno per il laboratorio di analisi.
Subito le suore ci hanno fatto entrare con loro a visitare i pazienti, Suor Maria i bambini con Tiziano, Suor Agostina gli adulti con me e Giulia con Castello e Juma al laboratorio di analisi.
Le suore qui sono medici, infermiere e farmaciste allo stesso tempo, gli adulti che visitiamo ( Suor Agostina mi fa prendere la pressione a tutti …!!!!) entrano a capo chino nella stanza, parlano con un filo di voce .si vergognano, forse, per la mia presenza… hanno tutti la malaria, la febbre, la diarrea, difficoltà respiratorie, malattie della pelle che sembrano consumarla dolorosamente. Suor Agostina è molto giovane ma si muove come un medico esperto, con tono quasi duro domanda i sintomi ai pazienti, li visita, …li sgrida, soprattutto i più giovani, quando non dicono esattamente il punto dove hanno dolore, insegna loro la differenza tra stomaco, intestino, fegato. Finita la visita, però, Suor Agostina sorride, dolcemente, chiede a tutti dove abitano come stanno le famiglie, scherza con loro …li abbraccia… e prescrive le analisi che dovranno fare. A tutti da una o due pasticche, per alleviare …forse… il dolore.
I bambini stanno peggio mi dice Tiziano mentre ci incontriamo nel corridoio, sono tutti denutriti, hanno la malaria ovviamente, ma anche il tifo ed il colera, l’anemia, tantissimi hanno croste indescrivibili su tutto il piccolo corpo alterato. Le suore ci dicono che, quando i bambini sono denutriti e disidratati, i genitori praticano dei tagli, sulla testa dei piccoli, credendo che attraverso le ferite aperte possa entrare nel corpo acqua e nutrimento ….Tiziano è sofferente ….lo vedo che ausculta il cuore dei piccoli pazienti …con il volto tirato… e Giulia che ci raggiunge mi racconta che nel laboratorio i due infermieri, nonostante la carenza di lacci emostatici e provette sono bravissimi, in poco tempo riescono a fare le analisi a tutte quelle persone, lavorano incessantemente, senza guanti …perché qui è difficile trovarli…
Mi rendo conto che i medicinali che abbiamo portato, mi sembravano tantissimi, sono niente. Suor Agostina, forse intuisce il mio smarrimento, e sorridendomi mi dice che ha già cominciato a distribuire le nostre medicine.
Usciamo dal centro di salute nel pomeriggio tardi accompagnati da tutti che si salutano e …ci ringraziano… e dentro sento anche io il bisogno di dire grazie.
Paola
Pubblicato in Provincia di Macerata, Formazione Roma |

















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